I formatori sono tessitori di comunità, testimoni di Dio e portatori di speranza
articolo di Gisella Di Giovanni, catechista della comunità Santa Maria della Consolazione – Aci Catena
Si sono conclusi giorno 19 novembre, nella parrocchia santuario Maria SS. della Catena di Aci Catena, gli incontri formativi itineranti per i catechisti della diocesi. Ispirati al documento “Artigiani di Comunità”, sono stati moderati da don Carmelo Sciuto, direttore dell’ufficio pastorale della catechesi.
L’invito di don Carmelo ai partecipanti, incoraggiandoli ad andare avanti superando le paure e incertezze create dalla pandemia, è stato quello di “ripartire con fiducia”.
Il direttore, citando il capitolo 18 del profeta Geremia, ha paragonato i catechisti a vasi nelle mani di Dio, che a loro volta saranno vasai con il compito delicato e non facile, soprattutto in questo periodo emergenziale, di plasmare i giovani, bambini e gli adulti a loro affidati.
La pandemia ha contribuito in maniera determinante a far emergere i problemi che la catechesi aveva “latenti“. L’obiettivo degli incontri formativi è stato quello di non far sentire i catechisti soli, in quanto confortati dalla presenza di Gesù, che non abbandona mai ed è al centro della vita. .
Padre Carmelo ha concluso asserendo che il kerygma deve essere il fondamento della catechesi e il formatore deve essere tessitore di comunità, testimone di Dio e portatore di speranza.